Il corpo delle donne di Lorella Zanardo
Bello, bellissimo questo libro! Il giusto completamento al bellissimo, nonchè angosciosissimo, video della Zanardo che rivedo almeno una volta a settimana dalla prima volta che l'ho visto, quest'autunno.
Di solito non uso la parola "bello" per definire un libro. Preferisco caratterizzare di più il motivo per cui mi è piaciuto ma... in questo caso sì perchè bella è una cosa che ti piace in maniera assoluta, qualcosa che ha in sè proprio la bellezza... un po' come la definisce Benigni.
Ma, detto questo, provo a raccontare perchè. Anzi, a evidenziare i principali spunti di riflessione che il libro mi ha dato.
Il primo è: dobbiamo guardare la televisione. Sì, dobbiamo guardarla perchè il nemico bisogna conoscerlo, trincerarsi dietro elitari non mi interessa, vedo solo film, preferisco un buon libro non ci aiutano perchè la televisione, i suoi messaggi, i suoi modelli permeano tutta la nostra vita e se non la vediamo non riusciremo a capire tante cose con cui siamo in contatto quotidiano. E tanto più se siamo genitori, insegnanti, persone a contatto con i giovani. Per poter mediare.
La Zanardo ci ricorda che Popper proponeva di dare una patente a chi deve fare tv, ma poichè ciò è proprio improponibile nel contesto sociale e culturale italiano l'autrice propone che siano gli insegnanti a fare da mediatori, dopo aver acquisito gli strumenti per poter spiegare la televisione ai ragazzi. Sì, perchè la tv è uno dei principali mezzi educativi per le nuove generazioni, sicuramente il principale per i più piccini e la nostra televisione educa propagando stereotipi di genere e consolidando un modello di convivenza basato su una visione conservatrice e consumistica della vita.
Di esempi la Zanardo ne propone tanti, esempi che sono già materiale pronto per discussioni da fare in classe, vere e proprie schede con immagini, citazioni e spunti di riflessione. Eccone qualcuno:
- una trasmissione sulla chirurgia plastica al seno dove si evidenzia con la possibilità di avere un fidanzato sia collegata all'avere un bel seno;
- trasmissione simile, il chirurgo plastico prende visione del seno di una donna e dice che "sì, ha proprio bisogno dell'intervento", anzi "è una situazione di emergenza";
- programma contenitore della Rai in cui si dicono frasi che evidenziano come gli uomini invecchiano meglio delle donne (ma chi l'ha detto!) e per le donne è più importante ricorrere alla chirurgia estetica;
- sempre in programma contenitore della Rai in cui si presenmtano le vincitrici del concorso Miss Chirurgia estetica 2009 si dice che la chirurgia estetica "restituisce l'autostima";
- su Canale 5 durante il pomeriggio una soubrette spiega che non si è risposata con l'attuale compagno "per non perdere la pensione del marito defunto"; in trasmissione ci sono anche i due figli, di 10 anni e pochi mesi davanti ai quali si mostrano le immagini della mamma che si spoglia o si racconta dell'avventura con cui ha tradito il papà;
- Raidue, si propone un sondaggio: Vorresti tua figlia nuda su un calendario? Attenzione... non sareste favorevoli, ma vorreste... proprio come avere una figlia nuda sul calendario sia un piacere voyeuristico.
- e poi in generale, maschi vestiti e donne seminude, conduttori maschi d'età e ragazze giovanissime... un sedere con cui si dimostra che nessuna discussione regge il confronto con un bel sedere.
Mi fermo più o meno qui perchè il libro va letto. E soprattutto è un libro che va discusso perchè offre tanti tanti spunti di riflessione? Perchè noi donne accettiamo tutto questo? Le donne prosciutto, le donne oggetto della tv, quelle che si propongono alle riprese ginecologiche della videocamera sono donne libere? E' giusto scagliarsi contro di loro? Qual è il confine fra la giusta femminilità e il mettersi in vetrina, in vendita come prosciutti? Sono gli uomini che vogliono ciò o sono loro stessi prigionieri di uno stereotipo laddove invece preferirebbero un altro modello di donna? Perchè anche le pubblicità dei prodotti per donne usano il corpo femminile per vendere? E ci sono modelli alternativi a questi da offrire alle ragazze? Che rapporto ha tutto ciò col femminismo e col femminile? Opponendoci alle ragazze tette e culi non corriamo il rischio di essere considerati moralizzatori dei consumi? Cosa pensano le nostre figlie adolescenti che non hanno conosciuto, come invece noi, un periodo diverso? Che rapporto avranno col sesso adolescenti maschi che, apparentemente, mediaticamente, si trovano questa abbondanza di tette e culi in fascia protetta? Perchè abbiamo lasciato i nostri figli in balia di tutto questo? Perchè in tv è concesso quello che non è accettabile nel quotidiano? Di che cosa abbiamo paura?
E possibile combattere gli stereotipi che ci ricoprono? Stereotipi che ci descrivono se: portiamo i tacchi, leggiamo Repubblica, siamo manager o casalinghe, ci facciamo un tatuaggio, ci lacchiamo le unghie, ci tingiamo i capelli...
E possibile uscire dalle gabbie? Gabbie fatte di ruoli, di età, di stili di vita, di hobby... ovviamente diversi per uomini e donne...
Tante, tante discussioni... ci sarebbe da discutere per giorni, mesi... tanti quanti ne ha passati la Zanardo a vedere brutta televisione.
Una delle chiavi che ci dà l'autrice, e condivido in pieno, è quella di provare a guardare il mondo con uno sguardo femminile. Di solito usiamo anche noi donne sempre lo sguardo maschile ma così facendo rischiamo solo di convertire ruoli, stereotipi, gabbie... cerchiamo invece di far prevalere la nostra autenticità, chiedendoci magari cosa è importante per noi, quali sono i nostri bisogni. "Abbiamo introiettato il modello maschile così a lungo e così profondamente, che non siamo più in grado di riconoscere cosa vogliamo veramente e cosa ci rende felici".
Grazie Lorella!
Sul blog Il corpo delle donne è possibile visionare il video e leggere interviste, commenti, resoconti di incontri ecc.







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