La donna abitata di Gioconda Belli
Che grande sorpresa che è stato questo libro, ma soprattutto questa autrice, le cui opere sicuramente continuerò a leggere!
Gioconda Belli è una scrittrice nicaraguense (ma con antiche origini italiani, leggo su Wikipedia che il bisnonno partì da Colma di Biella per il Nicaragua nel lontano 1865), ma anche poetessa e giornalista. Quando ho visto la sua foto mi ha trasmesso una tale simpatia che ho preferito inserirla qui al posto della copertina del libro!
La protagonista del libro è una giovane architetta, figlia dell'altra società di un paese dell'America Latina come il Nicaragua (anche se la capitale, città in cui è ambientato il romanzo, ha un altro nome), appena tornata a casa con la sua laurea presa in Italia. Lavinia deve reimparare a vivere in un paese in cui poche donne svolgono attività come la sua, in cui per andare a vivere da sola una donna deve mettersi contro la famiglia, ma soprattutto un paese in cui, mentre la maggioranza fa finta più o meno di nulla, pochi coraggiosi lottano contro la dittatura. Ma Lavinia non è sola, è abitata dallo spirito, o dall'anima, (o potremmo dire che ne ha condiviso il codice genetico) di una donna indigena che, nell'america precolombiana, ha combattutto come un uomo contro gli invasori spagnoli.
E lo spirito che la abita le dà la forza per fare delle scelte...
Tra i temi principali del romanzo vi è anche il femminismo, quel femminismo che ha animato ed è stato animato dalle donne della generazione di Gioconda, nata nel 1948 e che oggi stiamo dimenticando, considerandolo ormai arcaico, senza renderci conto che oggi come 30 anni fa ne abbiamo bisogno! In particolare una riflessione mi ha colpito: sono le donne che allevano, educano i figli maschi... sono le donne le prime maschiliste!
Un libro che decisamente consiglio!







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