L'occhio del lupo ovvero magia di una rilettura

Periodo di riletture.
No, non riletture dei miei libri del cuore: purtroppo non lo faccio, nemmeno con libri che ho amato molto, perché mi sembra di togliere spazio a quelli… che verranno.
Riletture ai miei bimbi (gli alunni), che si avvicendano e domani la rilettura sarà per altri, diversi da questi, che occuperanno gli stessi banchi.
Mi diverte stupirli: affascinare coloro che hanno già letto da soli lo stesso libro che sto per iniziare e che alla mia domanda ti è piaciuto? mi rivolgono uno sguardo incerto: non vogliono dirmi di no, ma nemmeno sanno mentire dicendo di sì.
E mi diverte ancora di più entrare in classe la mattina, prendere il libro tra le mani e sentire scendere immediato un silenzio che scuote tutti i sensi.
Liberi di piegare le braccia e accucciarsi sul banco con la testa tra le mani e lo sguardo perso dietro una voce che racconta. E quando il racconto si fa fascinazione, davanti alla gabbia di Lupo Azzurro, in quello zoo fatto di giardini fasulli, anche loro sono lì a veder nascere l’idillio tra un lupo con un occhio chiuso e un ragazzo nero di nome Africa che presto chiuderà anche il suo, di occhio.
Magico Pennac: più passa il tempo e più lo amo!
Ma comprendo anche quello che mi sono più volte ripetuto: come si fa a non capire che molti dei libri che vengono propagandati con l’etichetta di letteratura per l’infanzia, tali non sono?
Come Il piccolo principe, anche questo è un libro che sottende motivi profondi che spesso vanno aldilà dell’immediato di un bambino: bisogna che sia veicolato da un adulto, meglio se questo adulto il libro lo abbia amato.
È una storia forte di solitudine e di abbandoni, della propria terra lasciata in maniera talvolta violenta, talvolta per scelta altrui, talvolta perché non hai altra scelta.
La storia disperata di chi mette a rischio la sua vita per salvarne un’altra e diventa prigioniero e rende prigioniero del rimorso anche quello che ha salvato.
La storia di speranza di chi capisce che qualcun altro ha saputo guardare oltre una palpebra abbassata e ha trovato la verità quella che scalda i cuori al tepore dell’amicizia vera.
“Capisco, Lupo Azzurro, ma ora ci sono io!” gli dice il ragazzo.
“Già, la cosa mi tenta: questo è uno spettacolo che merita di essere ammirato con tutt’e due gli occhi!”
“Clic!” fa, aprendosi, la palpebra del lupo.
“Clic!” fa la palpebra del ragazzo.
“Non ci capisco niente” dirà il veterinario.
“Nemmeno io” dirà il dottore”.








Commenti
Invia nuovo commento