A noi non succederà mai (Bambini con le ruote)
Quali che siano le situazioni, i problemi, le ansie che coinvolgono il genere umano, che si identifichi con l'uomo di Timbuctù o con il nostro vicino più immediato, pensiamo sempre che nulla di ciò ci riguardi, perché a noi... non succederà mai.
La separazione nostra o dei nostri figli, amici, parenti più vicini, è qualcosa che non ci può toccare. Ma così non è e quando ci tocca, purtroppo, siamo sempre impreparati.
Il dolore, la delusione ci devastano, scarificano scritte indelebili sui nostri pensieri offesi. Ci ripieghiamo su noi stessi, intenti a piangere sul nostro dolore e tutto ciò che c'è intorno si offusca.
Non ci occupiamo di null'altro che di noi stessi, persino i nostri figli diventano evanescenti, fino a quando non capiamo che possiamo... usarli! Sì usarli: armi inconsapevoli per combattere lo smacco di un amore che, se mai c'è stato, ha perso la sua identità: se mai siamo stati noi, adesso siamo solo io, tu, e un bambino: mio, tuo ma non più nostro, che fa il pendolare fra i nostri egoismi mascherati di par condicio.
Così, il libro Bambini con le ruote affronta l'attualissima questione dell'affido condiviso, facendo di Luca, il piccolo protagonista, il simbolo di tutti i bimbi che piuttosto che entità alle quali riservare il massimo del rispetto, sono pacchi postali sballottati senza considerazione da una parte all'altra, strumenti di una guerra che difficilmente avrà una tregua.







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