Strana sensazione

Gli occhi velocemente si appropriano dei concetti in forma di parole.
Le parole non hanno bisogno di grandi spiegazioni: sono semplici, sono destinate ai bambini.
Eppure, quel che leggi in quelle parole ha il potere straordinario della seduzione.
Le leggi del mondo: di questo mondo.
Nel quale a farla da padrone non è il bene comune, ma il suo sovvertimento: se qualcuno è malvisto, se qualcuno ha un’etichetta che lo marchia, non sforziamoci di capire se si tratta di un essere che ha bisogno di una mano.
No!
Coalizziamoci per parlargli addosso.
Tutto quello che c’è nel mondo viene passato al setaccio di un osservatore acuto, uno che del mondo conosce anche l’interno, non solo quello che arriva alla luce delle apparenze.
Ma la sua sostanza.
Un essere vivente non è quello che appare a uno sguardo superficiale, alla luce di schemi che si perpetuano nei secoli.
Un essere vivente è ciò che di lui hanno fatto la sua nascita, il suo vissuto e gli altri esseri che ha incontrato lungo il percorso.
Se, dunque, ha fama di essere l’ultimo degli ultimi, può avere delle opportunità?
E cosa può dargli queste opportunità?
L’amore!
E l’ascolto.
E la comprensione.
E lo struggimento.
Anche se poi non ci sarà la fine sperata.
Ma il sentimento porterà luce e sorrisi laddove nulla del genere si era mai visto.
Sembra una storia di esseri umani e forse ci sono ma mascherati da gatti tigrati, rondinelle, pappagalli, usignoli, mucche…







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